Yoga Nidra

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La pratica conosciuta come yoga nidra (dal termine sanscrito nidra che significa sonno), menzionata negli antichi testi tantrici e perfezionata da Swami Satyananda Saraswati, è una pratica di completo rilassamento fisico, mentale ed emozionale e di connessione fra la parte conscia e inconscia.

E’ indotto uno stato di rilassamento profondo, in cui il corpo è completamente abbandonato in savasana e la mente rimane vigile e presta attenzione alle istruzioni di chi guida la pratica. La coscienza viene separata dalla consapevolezza esteriore in uno stadio intermedio tra il sonno e la veglia. In questa fase possono essere dettati importanti messaggi al nostro subcosciente, messaggi che permettono di liberare molte energie che fanno parte delle potenzialità di ogni individuo, ma sono bloccate dalla paura o dalla sofferenza rimasta cristallizzata nel corpo.

 

Per questa ragione la tecnica oltre a de-stressare massicciamente mente e corpo, è un’importante strumento di guarigione interiore e di aiuto per superare blocchi interni, infondere fiducia in se stessi, aiutare lo sviluppo di doti o creatività ecc..

Mentre la mente conscia è un terreno duro per immettere nuove convinzioni che aiutino nella liberazione dall’ego e dalla sofferenza, la mente inconscia è un terreno morbido in cui è più facile piantare i semi del cambiamento, registrare messaggi che possano migliorare la nostra vita.

La tecnica prevede un rilassamento guidato delle diverse parti del corpo, l’elaborazione di unsankalpa o determinazione interiore ed una serie di visualizzazioni.

Se tutte le fasi sono state eseguite con cura da un insegnante qualificato, questa tecnica crea potenti premesse alla realizzazione del contenuto della affermazione interiore.

Praticare yoga nidra sistematicamente, con cadenza almeno settimanale, formulando la stessa determinazione interiore fino alla sua realizzazione

CONTRO L’ANSIA, IL RILASSAMENTO PROFONDO DI YOGA NIDRA
di Tiziana Risi, pubblicato su Yoga Journal, ottobre 2008

Sudore freddo nelle mani o nei piedi, polso accelerato, dolore al petto e forse si è già varcato il confine nel mondo spaventoso degli stati d’ansia. A differenza delle preoccupazioni della vita di tutti i giorni e delle fobie legate ad un evento o una situazione concreta, l’ansia riguarda eventi ipotizzati e fortemente temuti, che spesso non avranno mai luogo. Il soggetto si proietta nel futuro immaginando scenari catastrofici sentendosi incapace a sostenerli. Di ansia soffre circa il 5% della popolazione e la sua frequenza è due volte maggiore nelle donne che negli uomini.

Secondo la definizione del DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, la classificazione ufficiale utilizzata in psichiatria) il disturbo d’ansia generalizzato è caratterizzato da una preoccupazione cronica, incontrollabile, per qualsiasi circostanza o attività, con sintomatologia diffusa in tre aree corporee: capo (bocca secca, nodo alla gola, rossore, contrazione a livello della mandibola), petto/funzione respiratoria (affanno, dolori al petto, blocco respiratorio), stomaco/intestino/funzione digestiva (spasmi allo stomaco, sensazione di avere “un peso che sale e che scende”, aerofagia, colite spastica, stipsi protratta). Questi sintomi possono essere accompagnati da agitazione e sudorazione a livello periferico degli arti inferiori o superiori. Nella vita del soggetto ansioso possono subentrare anche disturbi correlati (insonnia, cefalea, asma ecc..) e cambiamenti nello stile di vita, evitando persone, luoghi e situazioni.

Lo yoga è di grande supporto per la prevenzione dei disturbi legati all’ansia, poiché, agendo lungo l’asse somato-psichico, favorisce il rilassamento del corpo e della mente e aumenta le difese personali contro ogni emozione negativa, contribuendo a creare una sorta di schermo nei confronti delle avversità e dello stress.

Quando il processo ansioso è già in atto lo strumento yoga più indicato è quello dello yoga nidra, una eccezionale tecnica in cui la mente, guidata dalla voce dell’istruttore, è separata dai sensi e indotta in uno stato di rilassamento profondo che agisce a livello fisico, mentale, emozionale.

Quando la consapevolezza è separata e distinta dai movimenti della coscienza, quando veglia, sonno e sonno profondo scorrono come nuvole, ma la consapevolezza di atma rimane, questa è l’esperienza del rilassamento totale di yoga nidra”.

(Sri Satyananda Saraswati)

Il nome deriva da due parole sanscrite “yoga” che significa unione e “nidra” che significa sonno. La tecnica sviluppata da Swami Satyanada Saraswati, allievo del grande maestro Sivananda, che fra i primi portò lo yoga in Occidente, si basa su una tecnica degli antichi testi Tantra chiamata “nyasa” che significa “mettere” o “portare la mente su quel punto”. Nyasa era il rituale per consacrare il fisico ad una consapevolezza elevata immettendo una coscienza divina nelle varie parti del corpo. Prima veniva nominata la parte del corpo, poi visualizzata e lì diretto un mantra.

Esperimenti medici su soggetti sottoposti alla pratica di yoga nidra hanno riscontrato un cambio nella attività celebrali. Nonostante il soggetto resti sveglio, le onde prodotte dal cervello non sono di tipo beta, come quelle prodotte nello stato di veglia e di attività mentale, bensì di tipo alfa, caratteristiche dello stato del rilassamento profondo e del sogno conscio. Per tali ragioni la tecnica è particolarmente indicata per problemi di ansia e stress e tutte le sintomatologie collegate.

Yoga nidra abbassa i livelli circolatori degli ormoni metabolici ed endocrini dello stress, il lattato, il testosterone, l’adrenalina e la beta-dopamina idrossilasi (New English Journal of medicine, 299, p.1271-77, 1978). Uno studio pubblicato sul Report of university of Texas health science center, Dott. Zelter, 1980 ha dimostrato che la tecnica produce risultati soddisfacenti anche su adolescenti affetti da gravi forme di asma.

Requisiti per l’esecuzione della pratica sono la presenza di un’istruttore qualificato, un luogo adeguato (ben aerato, rilassante, silenzioso), conforts per consentire al praticante di mantenere comodamente la posizione savasana per circa quaranta minuti (abbigliamento confortevole, coperte ecc..).

Nella prima fase il praticante è guidato ad eseguire una “rotazione della coscienza”, ripercorrendo e rilassando tutto il corpo dalla punta dei piedi alla cima del capo; segue una fase di risveglio di sensazioni (caldo, freddo, leggerezza ecc..) ed un percorso guidato di visualizzazioni. All’interno della pratica al soggetto è chiesto di scegliere una risoluzione interiore, in sanscrito “sankalpa”. Il sankalpa, espresso in un’affermazione breve e chiara, è un comando profondo che il praticante dà al proprio inconscio, un seme di evoluzione interiore seminato con sentimento ed enfasi.

Al termine di yoga nidra l’esperienza di chi l’ha vissuta è immediata, di profondo relax, si sente rigenerato e rilassato, “come dopo un lungo sonno o un sogno bellissimo”. Riesce così in meno di un’ora a ricaricare il corpo e la mente e ad essere pronto per nuove attività. Una pratica costante porta benefici che vanno al di là del godimento immediato di una sensazione di benessere o della scomparsa di disturbi di salute poiché lo stato di rilassamento permette sia di far affiorare a livello conscio emozioni e disagi esistenziali profondi, sia di esplorare e trascendere le limitazioni della mente creando la base per risvegliare il potenziale latente della mente superiore.

Il Dott. Gabriele Racle riporta che “La tecnica giova a tutta la persona, non solo svaniscono i problemi psicosomatici (mal di testa, ansia, problemi all’apparato digerente), ma si assiste ad uno sviluppo della personalità, la persona diventa più sicura di sè, più creativa e si esprime più facilmente” (Miele P.H., Parade Magazine, 12, 1978)‏.

La scelta della risoluzione interiore (sankalpa) è un elemento molto importante della pratica, i soggetti ansiosi spesso istintivamente scelgono quella risoluzione interiore che a livello inconscio è causa delle loro ansie e chiederanno a se stessi di sradicare una convinzione interiore, un’attitudine verso la vita, una paura profonda.

L’efficacia di una pratica costante di yoga nidra associata ad un medesimo sankalpa e la scomparsa di fenomeni ansiosi dimostrano la interconnessione corpo/mente e ricordano quanto la sintomatologia espressa dal corpo non rappresenta, spesso, altro che il racconto al mondo di un disagio più profondo, radicato nell’interiorità.

Tutti noi abbiamo la possibilità di rimodellare la nostra struttura mentale”.

(Swami Satyanada Saraswati)

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Categorie: Yoga Hatha