Yoga a Scuola

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YOGA ED EDUCAZIONE

di Tiziana Risi, pubblicato su Yoga Journal settembre 2008

Se potessi nel cuore di un bambino avere un posto, in quel nido certo vedrei più cose che in tutto l’universo.

(Rabrindranath Tagore)

I bambini ed i ragazzi, che hanno in dono la semplicità e l’apertura di cuore, sembrano non soltanto molto portati allo yoga, ma anche molto beneficiati da esso.

Qual’è esattamente oggigiorno il rapporto fra yoga e scuola italiana ?

Per favorire il processo di apprendimento la scuola “moderna” sembra sempre più interessata ad integrare tutti gli aspetti della personalità degli allievi, mirando a sviluppare, oltre alle facoltà logico-razionali (come ha fatto dalla scuola tradizionale fino ad ora), anche la consapevolezza di sé come consapevolezza corporea (mediante attività manuali, esperienze di contatto diretto con la natura, ma anche con esercizi per sviluppare la consapevolezza del corpo e del respiro ecc..), e la consapevolezza emotiva ( il riconoscimento e coinvolgimento delle proprie emozioni, elaborate insieme alla classe e la capacità di rilassarsi ).

In questa nuova visione dell’allievo e della didattica lo yoga diviene strumento pedagogico per l’insegnante e strumento di crescita per l’allievo. Uno dei Protocolli, firmato nel 2007 fra il Ministero della Pubblica istruzione e la FIY (vi sono vari “filoni” di collaborazione con il Ministero in cui gli interlocutori sono scuole di yoga diverse) ribadisce questa duplicità di intenti: far sperimentare i benefici dello yoga a sempre maggiori classi di allievi, di ogni ordine e grado ed inserire lo yoga nel processo di aggiornamento degli insegnanti.

L’idea di creare una collaborazione fra le scuole di yoga e lo Stato Italiano, per il tramite del Ministero della Pubblica Istruzione, nasce dalla esperienza delle varie scuole di yoga con bambini e ragazzi, e l’evidenza di numerosi benefici. Dal punto di vista strettamente fisico, i benefici riguardano la consapevolezza del corpo e dei movimenti fisiologici e l’ausilio nella correzione di vizi posturali e patologie alla colonna vertebrale, sempre più diffusi nell’età dello sviluppo.

Dal punto di vista delle capacità logico-razionali si è rilevato che lo yoga aiuta a sviluppare il livello di attenzione, concentrazione e creatività. Inoltre si è sperimentato che lo yoga aiuta lo sviluppo della personalità dal punto di vista psico-fisico facilitando un migliore equilibrio corpo-mente, la calma, l’interiorità.

Dal punto di vista strettamente pratico la collaborazione scuole di yoga/ Stato Italiano nasce dalla necessità di dare veste ufficiale ad una pratica che diviene sempre più diffusa e di offrire una garanzia sulla qualità dell’insegnamento offerto escludendo le improvvisazioni di pseudo docenti privi di una preparazione adeguata.

A seconda dell’età degli allievi si focalizzerà l’insegnamento su aspetti diversi: sulla consapevolezza del corpo o sulla scoperta dei ritmi respiratori o su tecniche di rilassamento per calmare l’agitazione o su pratiche di concentrazione mirate a stimolare l’attenzione.

Attualmente lo yoga può essere insegnato in tutte le scuole pubbliche, dalle materne alle superiori, sia come attività curricolare (nell’ora di educazione motoria o anche in qualunque altra ora se suggerito dall’insegnante), sia come extra-curricolare, tramite i così detti POF (Programmi di Offerta Formativa). È il Direttore dell’Istituto o il Collegio dei docenti che decide sulla proposta, che può venire sia dagli insegnanti stessi, sia dai genitori o da una qualificata scuola di yoga. Come attività extracurricolare di solito rientra nel budget della scuola, eccezionalmente, qualora le risorse economiche dell’istituto non siano sufficienti, si può chiedere ai genitori degli allievi di contribuire in misura minima.

Gli insegnanti sono tutti qualificati ed hanno alle spalle un solido e lungo percorso nella disciplina. Sono garantiti dalle scuole yoga che li propongono e dotati di un diploma specifico di insegnamento yoga.

Timidamente e lentamente lo yoga si diffonde nelle scuole come strumento educativo per le nuove generazioni. Sempre più istituti lo inseriscono nel tempo scuola o nelle attività extra curricolari. Ad esempio, nell’anno scolastico 2007-2008, la direttrice didattica Mariella Ratti ha introdotto nell’istituto da lei diretto, l’Istituto comprensivo di Vezzano Ligure (Sp), un laboratorio di yoga per gli allievi della seconda media.

Come è nata l’idea di inserire lo yoga nella formazione dei suoi allievi? ”

I ragazzi vivono una fase della vita di continua evoluzione e di grande ricerca del sé. Per questo ho pensato fosse interessate inserire nelle attività curriculari lo yoga, per dar loro un aiuto e uno strumento nel processo di autoconoscenza.” .

A esperienza conclusa, com’è il bilancio?”

Positivo, anzi positivissimo. I ragazzi sono stati entusiasti della attività. Abbiamo inserito nel programma alcuni allievi ripetenti e particolarmente difficili provenienti da altre classi e la loro risposta è stata veramente incoraggiante. Siamo riusciti a vederli più interessati del solito e soprattutto, di gran lunga più calmi ! In un rilassamento finale si sono addirittura addormentati ! I genitori dei ragazzi hanno apprezzato molto la proposta del laboratorio che rappresenta una novità assoluta fra le offerte formative e contenti di vedere i figli soddisfatti e motivati”

Riproporrebbe il laboratorio?”

Certo. È stata un’esperienza molto interessante per tutti”.

Laura Carbonari della II media ci racconta la sua esperienza.

A me il laboratorio è piaciuto moltissimo. Abbiamo fatto le asana con le forme degli animali, le respirazioni e disegnato un grande Om e uno yantra con un punto al centro su cui abbiamo provato a concentrarci”

E tu riuscivi a concentrarti?”

Beh era molto difficile, ma a me è piaciuto anche quello. Ho sentito che lo yoga aiuta molto lo sviluppo dell’autocontrollo e della concentrazione ed io vorrei imparare perché da sola non è tanto facile.”

Cosa ti è piaciuto di più dello yoga? ”

Lo yoga nidra. Era bellissimo, mi sentivo rilassatissima.. Ma sono stata contenta di provare anche le asana e il resto. Le asana a volte sono difficili, ma ho visto con l’impegno alla fine ci riuscivo. ”

E così lo yoga, per ironia della sorte, da scienza millenaria e antichissima si trova ad essere riscoperto come strumento indispensabile di crescita e modernità. E chissà che davvero non si riesca a formare nuove generazioni più rilassate e consapevoli.

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