Praticare il pranayama

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Praticare il pranayama

Nelle Upanishad il Dio Bhrama espirando crea i mondi, trattenendo il respiro li tiene in vita e inspirando li richiama a sè e li distrugge. Questa rappresentazione ci dà la misura di tutta la potenzialità che, secondo la filosofia yoga è insita in ogni atto respiratorio.

Il respiro è il sottile filo che unisce il mondo conscio dominato dalla volontà con l’inconscio, governato da forze fuori il nostro controllo. In ogni inspiro c’è la nostra capacità di prendere, in ogni ritenzione il rapporto con l’ignoto ed in ogni espiro la capacità di dare e abbandonarsi.

Secondo la filosofia yoga ad ogni respiro, insieme all’ossigeno, noi acquisiamo qualcosa di più : il prana o soffio vitale con il quale nutriamo e rivitalizziamo tutto il sistema corpo-mente-spirito. Per questo gli antichi yogi svilupparono tecniche di conoscenza e controllo del respiro. Respirare in maniera consapevole significa poter accrescere il proprio serbatoio di vitalità.

Controllare il proprio respiro è poter controllare la propria mente.

I Pranayama sono le tecniche di controllo del prana, mediante il respiro. Preferibilmente eseguire all’aria aperta, il più lontano possibile da fonti inquinanti. L’ideale è eseguire in riva al mare o in montagna, zone più ricche di prana.

Tutte le tecniche si eseguono da padmasana, o, se non si riesce ad eseguirla, da qualunque posizione seduta comoda a gambe incrociate:siddhasana o qualunque variante che risulti più agevole a sostenere la posizione con la schiena dritta per qualche minuto.

La colonna vertebrale deve essere più eretta possibile, per permettere il passaggio energetico lungo Sushumna, che scorre dentro la colonna vertebrale. Petto aperto e verso l’alto, scapole vicine, entrambe i glutei e creste iliache salde a terra, in posizione equilibrata. Tutto il corpo è rilassato e le labbra dischiuse per non trattenere tensioni nell’area di denti e mandibola.

Le mani si trovano in posizioni diverse, dette hasta mudra e, di volta in volta evidenziate.

Gli occhi sono chiusi.

In inverno può essere utile coprirsi con uno scialle, in quanto la posa statica favorisce il raffreddamento corporeo.

N.B. Il respiro nello yoga è sempre nasale.

A volte le tecniche prevedono un momento di kumbhaka o ritensione dle respiro, la cui finalità è quella di dare il tempo al prana inspirato di passare in tutte le cellule del corpo. Nelle fonti classiche si distingue la ritensione a polmoni pieni (antar kumbhaka ), da quella a polmoni vuoti (bahir kumbhaka)

Benefici : E’ la tecnica yoga per eccellenza per placare il sistema nervoso. Grandi benefici, se si pratica regolarmente, in casi di ansia, stress, nervosismo, ipereccitabilità, insonnia ecc…. Permette di riconoscere e dominare le tempeste emozionali e controllare le proprie reazioni emotive. Il praticante assiduo acquisisce maggiore calma, serenità ed equilibrio interiore di fronte alle vicende della vita.

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