Kapalabhati (Cranio lucente)

Considerato nei testi classici come uno shat kriya (esercizio di purificazione del corpo), può essere considerato a tutti gli effetti un pranayama. Kapala in sanscrito significa cranio ebhati far brillare (pulire). Effetto e obbiettivo di questo pranayama è la “pulizia” del capo mediante una rinnovata e migliore ossigenazione, purificando le alte vie respiratorie e favorendo l’eliminazione di muco e impurità.

A differenza di molti maestri che consigliano i pranayama solo al termine della lezione, Swami Sivananda consiglia di effettuare la pratica all’inizio della classe, per energizzare mente e corpo e prepararli alle esecuzioni delle asana.

Al contrario della respirazione ordinaria in cui l’inspirazione è attiva e l’ espirazione passiva, in kapalabhati è l’espirazione ad essere attiva. L’aria infatti deve essere espulsa con delle brevi ed intense raffiche create da una intensa contrazione addominale. Torace, spalle e testa rimangono immobili o almeno passivo lasciando tutta l’attività alla fascia addominale. L’ispiro è automatico.

  1. posizione seduta comoda a gambe incrociate, mani in chin mudra o gyana mudra, concentrazione sull’addome.
  2. espirare portando bruscamente i muscoli addominali all’interno, espellendo in maniera energica l’aria dal naso, come uno stantuffo. Inspiro passivo.

Si può iniziare con 20-30 respiri, fino ad un massimo di 120 (per i praticanti avanzati).

Riposarsi eseguendo qualche respiro yogico completo.

Se si avverte un leggero capogiro, meglio fermarsi, inspirare aria e trattenerla qualche secondo e parlarne con l’insegnante.

N.B. = Non bisogna sacrificare la potenza dell’espulsione a favore della velocità di esecuzione.

Un praticante non più principiante, dovrebbe eseguire tre serie di contrazioni addominali intervallate da qualche respiro yogico di rilassamento ed un kumbhaka di circa 45-60 secondi.

Benefici: svuotamento dei residui respiratori di anidride carbonica nei polmoni, energizzazione di corpo e mente dovuto all’incremento dell’ossigenazione delle cellule e alla attivazione della circolazione sanguigna. Tonifica la cintura addominale, mobilizza il diaframma e mantiene l’elasticità polmonare, rafforza i muscoli addomminali, attiva il sistema nervoso parasimpatico.

Essendo un pranayama “energizzante”, si consiglia di eseguirlo al mattino presto ed in casi di stanchezza mentale.

A livello sottile, kapalabhati riattiva i centri di energia alti.


Categorie: approfondimenti

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