Pratyara, Dharana

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“quando i sensi si distaccano dagli oggetti e perdono il loro potere sulla mente, si ha pratyara” Patanjali II, 54.

Il pratyara è il ritiro dai sensi, l’intelletto non è più rivolto all’esterno, ma all’interno di se stesso.
La mente è scesa ad ascoltare un livello più interno della coscienza ed è distaccata dal mondo circostante. Lo yogi ha conquistato il distacco dagli stimoli del mondo esterno e dai movimenti interni del subcosciente.Egli è pronto a passare allo yogaanga (le tre membra dello yoga) : Dharana, Dyana e Samadhi

Dharana è la concentrazione su di un punto
La maggior parte delle volte in cui si parla di meditazione in realtà ciò che si realizza o si mira a realizzare è Dharana. Diamo alla mente un oggetto su cui “poggiarsi”,  così come daremmo ad un uccello un ramo dove fermarsi e ci concentriamo su di essoL’oggetto può essere esterno (geometrico o un’immagine divina) o interno. Nei testi antichi e la maggior parte dei maestri consiglia di concentrare la mente su oggetti interni : sul punto fra le sopracciglia (ajna chakra) o la punta del naso (nasikagra dhristi) o il centro del torace (hridaya)

 

Gli antichi Rishi dicevano che la mente dovrebbe essere “come una corda di un arco tesa su un arco di salice ”, né troppo tesa, perché creerà tensione, né troppo sciolta, perché vagherà ovunque

 In questo stadio la mente è focalizzata, non distratta dal flusso dei pensieri, ma c’è ancora la consapevolezza di meditare, in quanto il meditante e l’oggetto sono ancora distinti

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Categorie: Yoga Hatha

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